18 marzo 2026 – Disability Pride Network a Palazzo Montecitorio

Per​ seguire in diretta da remoto la conferenza
L​A PARTECIPAZIONE ​A​LLO STATO DI DIRITTO​
“La proposta per una nuova visione civile, politica e sociale”
Organizzata dal Disability Pride Network a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, mercoledì 18 marzo alle ore 15:00, bisogna collegarsi al canale YouTube @DeputatiPD
Vi consigliamo di collegarvi prima delle ore 15:00, iscrivervi al canale e attivare le notifiche, così da essere avvertiti da una notifica YouTube appena comincia la diretta.
Di seguito il link al canale​
www.youtube.com/@DeputatiPD

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Intervista – Il Fatto Quotidiano pubblica questo articolo dedicato a una mamma caregiver

Alessandra, mamma di un figlio con gravi disabilità, tra le ideatrici e portavoce di Caregiver Familiari Uniti (CFU), intervistata dal “Il Fatto Quotidiano”, rilancia l’attenzione sulla petizione che chiede il riconoscimento del “caregiver familiare” come lavoratore.


www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/11/caregiver-h24-senza-aiuti-appello-mamma-petizione-firme-video/8308996

FIRMA LA PETIZIONE:
www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore

 

 

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Video denuncia – spostarsi con la carrozzina in città è possibile?

Oggi Claudio (da www.disabilialloscoperto.it ) ci ha presentato questa video denuncia girata nella città Milano. Siamo in quello che viene elogiato come il “capoluogo più moderno d’Italia”, eppure si presenta con una rete di trasporto pubblico inaccessibile: stazioni della metro con ascensori rotti, vergognosi montascale, le fermate di tram e bus non a norma, le strade con marciapiedi senza rampe e i negozi con i gradini all’entrata. Ed è giusto tenere presente che quando si va all’estero, questi problemi non si presentano da nessuna parte, perchè è tutto progettato secondo le regole dell’Universal Design (come è giusto che sia nel ventunesimo secolo).
Perchè non si può fare anche in Italia?

Grazie a velocipiedi.it per aver pubblicato il video.


Ne approfitto per ricordarvi di firmare la nostra petizione a supporto della denuncia che abbiamo formulato contro l’inaccessibilità dei mezzi pubblici su rotaia.
www.change.org/p/vogliamo-mezzi-di-trasporto-pubblico-su-rotaia-accessibili

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Rivogliamo l’unità spinale di Passirana!

La nostra amica Denise con l’associazione “Passi e Ruote”, riesce ad avere l’attenzione della stampa per far notare che al Niguarda non bastano i posti disponibili, bisogna riattivare l’Unità Spinale nell’Ospedale Casati di Passirana.

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Viedeo denuncia – 8 marzo, basta soldi all’industria bellica!

Andrey e Francesca si sono uniti al corteo dell’8 marzo di Non Una Di Meno, a Milano in Stazione Centrale. Hanno girato questo video davanti a un carro armato dell’esercito italiano, chiedendo “dove li trova i soldi lo Stato Italiano, per comprare queste macchine da guerra, se non li trova per dare assistenza alle persone disabili?”

Basta soldi all’industria bellica!!!

 

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Aggiornamento CFU, audizione rimandata

La Commissione Affari Sociali ha appena contattato noi del CFU per comunicarci che la nostra audizione è rimandata a data da destinarsi perché è cambiato il programma della commissione. Questa comunicazione è arrivata solo mezz’ora prima del nostro intervento. Vi terremo aggiornati.

Comunicato CFU – venerdì 6 febbraio 2026

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ASL Roma C, bagno chiuso da più di tre mesi

Danilo ci segnala che nella sede dell’ASL Roma C, hanno il bagno dei disabili fuori uso da più di tre mesi, e non si decidono a ripararlo.
Siamo nella Repubblica delle Banane 🍌

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Cerimonia di inaugurazione Paralimpiadi Milano Cortina 2026

8 marzo, Arena di Verona
Il nostro amico Gianfranco è andato a vedere la cerimonia inaugurale e ci ha scritto questo bell’articolo.

L’apertura delle Paralimpiadi

Grazie Gianfranco!

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Comunicato CFU – venerdì 6 marzo 2026

🏁 Aggiornamento IMPORTANTE!
A seguito del dialogo con i rappresentanti di Camera e Senato avviato il 27 gennaio Roma, abbiamo ricevuto convocazione per una audizione in Commissione alla Camera in data 11 marzo.
Verranno ascoltate in rappresentanza di tutte e tutti noi la Portavoce Nazionale Alessandra Corradi e la Referente Nazionale Silvia Abbate.
Faranno presente l’impellenza del tema nonché l’estrema necessità di tutti noi di avere una LEGGE #buonaxtutti che ci tuteli.
Vi aggiorneremo in merito.

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8 marzo: giornata internazionale della Donna

Per un femminismo davvero intersezionale che non lasci alle destre lo spazio che il femminismo occidentale rifiuta

Vorrei che le persone per strada iniziassero a guardarmi con indifferenza, o per lo meno negli occhi senza più abbassare lo sguardo per la mia stampella, per la zoppia, per le cuffie nelle orecchie e per gli occhiali da sole in piena ombra, che non mi vedessero come poverina, vorrei non avere lo sguardo pietoso degli anziani con cui condivido l’affanno.  Se una donna si lamenta perché spesso ci manca il rispetto sociale, cosa dovrebbe dire una donna disabile sul tema della dignità?

Vorrei che le persone abili iniziassero un processo in cui le persone disabili vengano viste come persone per cui tutti noi siamo diversi, vorrei che finissero gli slogan del “siamo un po’ tutti disabili”, il paragonarsi alle persone down come sinonimo di bontà, vorrei che non ci fosse più persona che affermasse di essere anche lei, in fondo, un po’ autistica.

Vorrei, soprattutto, avere gli stessi diritti delle altre persone socializzate donne.                       Per questo 8 marzo e per tutti i giorni della mia vita vorrei fare capire che essere socializzata donna rispetto ad essere socializzato uomo, è sicuramente una mancanza di privilegio; ma è comunque un privilegio rispetto a chi è socializzata donna in condizione di disabilità.

Vorrei che i movimenti femministə fossero davvero intersezionali, non solo a parole. Vorrei che non si limitassero nella lotta al gender gap, nella salute femminile intesa solo come ginecologica, nella lotta contro la violenza di genere e della cultura dello stupro. Sono istanze che escludono sia le donne nere e bipoc per cui le problematiche incisive sono altre, sia le donne disabili. Nei dati stessi che vengono raccolti dai movimenti c’è un gap.

Non è possibile che solo i movimenti antiabilisti e le singole soggettività disabili mettano al centro le istanze delle donne disabili. Non è possibile che solo le donne nere mettano al centro i loro bisogni, che non ci sia nessuno dall’ altra parte ad ascoltare.                                  Non è possibile fare rete senza movimenti alleati.

Non ci basta la lotta al gender gap!

È difficile che i movimenti femministə si espongano su quanto si alzi il gender gap nel caso di donne disabili, di quanto questo aumenti quando parliamo di donne immigrate o/e non bianche.

Così come è difficile che approfondiscano i diritti di accesso alle cure medico-sanitarie, limitandosi a temi riguardanti la salute ginecologica e l’accesso all’ aborto, come se essere donne significasse solo essere utero-munite, non avere un corpo.

Dove mettiamo tutte quelle donne che non hanno accesso a un buon reddito a causa di neurodivergenze, disabilità psichiche, malattie croniche, malattie degenerative, spesso in condizione di comorbidità per cui il percorso diagnostico è spesso lungo e di difficile accesso, per il quale è anche complessa l’accessibilità al sussidio statale che non può essere paragonato al reddito di una lavoratrice dipendente in stato di buona salute e per cui, per diverse malattie croniche invalidanti in grande percentuale presenti nelle donne, al momento non c’è nemmeno un riconoscimento statale che possa considerare l’invalidità. Ottenere l’invalidità diventa anche una sfida, riuscire a dimostrare che stiamo davvero male non dipende da noi ma dal nome della diagnosi. Diventiamo numeri e cartelle cliniche, diventiamo punteggi, non persone.

Che valore ha la lotta al gender gap quando la disabilità ci impedisce di lavorare e di avere autonomia, per cui saremo quasi sempre dipendenti dalla famiglia per cure spesso costosissime, costanti, private, non coperte dal sistema sanitario; per tutte quelle donne che come me non rispondono ai farmaci e alle cure convenzionate, se avremo il privilegio di avere il supporto dei care-giver poiché tante disabili si ritrovano sole, indebitate, sotto la soglia di povertà, a rischio suicidio. Situazioni per cui alle proprie malattie non c’è cura, ma solo costosissimi palliativi e spesso non c’è nemmeno riconoscimento.

Per le immigrate irregolari la percentuale di disabilità aumenta per motivi di stress cronico in relazione a condizioni di vita al di sotto della soglia di benessere minimo, ma a loro non è riconosciuto alcun sostegno.

Perché i movimenti femministə non si occupano di chi è sotto la soglia minima di povertà, di immigrazione, di disabilità come una causa femminista, ma preferiscono parlare del diritto al non depilarsi, degli uomini che non piangono, di sesso-centrismo?

Perché occuparci di gender gap quando una donna disabile non sarà mai performante sul lavoro quanto una donna abile, secondo i criteri del capitalismo per cui dobbiamo essere più in forma di quanto la natura ci richiede?

Siamo donne che sono state lasciate a casa quando ci siamo ammalate, possiamo metterci anni di percorso diagnostico, otterremo un sussidio non adeguato alle spese per sopravvivere, specialmente in presenza di malattie rare, poco conosciute e poco tutelate.

La lotta al gender gap è solo per donne occidentali, cis, abili e bianche. Non mi appartiene e non mi interessa. Il femminismo e i movimenti sociali oggi spesso sono intersezionali e anticapitalisti solo a parole. Se tanti movimenti fossero davvero anticapitalisti lotterebbero per garantire equa distribuzione delle risorse economiche a disabili ed immigrati, ma nulla è davvero cambiato dalla prima ondata. La terza ondata è messa in pratica solo da chi la vive, da donne nere, donne bipoc, donne disabili.

Non ci basta la la lotta all’ aborto!

L’accesso all’aborto è un tema importante su cui lavorare necessariamente come femministə, per cui c’è davvero soprattutto in Italia l’assenza di diritti a causa di una velata teocrazia, ma dove troviamo lo spazio per l’accesso alla maternità? 

C’è un’ ingerenza all’ interno dei movimenti femministə e di molti movimenti sociali di un’ideologia anti-natalista come se femminismo non fosse più libertà di scelta ma perseguire un modello preciso di come è giusto essere donna oggi.

Una propaganda di libertinaggio sessuale e rinuncia alla costruzione di una famiglia come propaganda di libertà. Nell’ assenza di amore, nelle relazioni liquide, nel rendere le proprie relazioni prodotti consumabili e scartabili, nel non sapersi fermare ad ascoltare, nell’ accumulare, non trovo libertà ma oppressione, contaminazione del capitalismo e della cultura del consumo di massa all’ interno dei movimenti sociali che stiamo distruggendo dall’ interno come è distrutta l’intera società occidentale in termini valoriali.

Il femminismo occidentale, bianco, abilista oggi non considera valido l’essere donna in quanto sposa, compagna, in quanto madre, credendo che sia un retaggio esclusivamente patriarcale da eliminare, e questa eliminazione è imposta con la forza.

Se si vuole essere considerate vere femministe, vere attiviste, allora non si può contemplare nella propria vita privata l’esperienza della maternità e del matrimonio o della convivenza in una famiglia mononucleare. Il poliamore è diventato un’ideologia, non un orientamento relazionale, generando una nuova forma di oppressione.

Il femminismo occidentale oggi è intersezionale negli slogan ma agisce nel privilegio di poter rinunciare a una vita tradizionale, non considerando che a quel genere di vita tradizionale molte donne disabili non ci hanno nemmeno facilmente accesso perché raramente veniamo viste come donne meritevoli di una relazione amorosa e/o sessuale, in grado di essere madri, di prenderci cura di altri esseri umani come dei bambini o un compagno. Spesso veniamo considerate pericolose se desideriamo mettere al mondo una vita perché veniamo osservate solo in termini di diagnosi, amniocentesi, rischio di far ereditare la nostra diversità. Dove l’aborto è di difficile accesso, nelle donne disabili è consigliato, veniamo spinte a rinunciare alla vita. L’istinto materno viene completamente cancellato dalle opzioni dei nostri corpi e delle nostre vite, si dà per scontato che avere un partner per noi è un’eccezione, non considerando nemmeno il valore della nostra salute mentale e spirituale.

Non ci basta la lotta alla cultura dello stupro!

Non abbiamo considerazione perché nemmeno veniamo considerate sessualizzabili, desiderabili e la concezione che donna disabile= donna fragile ci espone molto di più al rischio di violenza di genere e sessuale, ma questo aspetto fa paura, nessuno racconta le nostre storie al di fuori della nostra bolla.

Nella lotta femminista contro la cultura dello stupro non si parla mai di donne disabili come più esposte alla violenza patriarcale se non all’ interno della comunità neurodivergente.

Veniamo associate al bisogno, di conseguenza all’infantilizzazione. Non si pensa che possiamo avere un marito, una vita personale, una famiglia e addirittura una carriera. Non si pensa nemmeno che siamo sessualizzabili, di conseguenza come potremmo essere violentate? Infine, chi di noi riesce ad avere successo viene strumentalizzata a fini di inspiration porn, solo per offrire autostima alla società degli abili.

Lo stesso discorso vale per tutte quelle donne che culturalmente sono fuori dal privilegio occidentale, donne per cui lotta è essere madri in un mondo costellato da genocidi e guerra, basta guardare il potere di portare avanti delle gravidanze in Palestina e nei territori di genocidio. Figli che una volta in occidente vengono spesso allontanati dalla madre lasciata sola perché sotto la soglia di povertà, come se ci dovesse essere un valore minimo di privilegio economico per essere considerati bravi genitori. Eppure è proprio quel genitore che ha chiesto aiuto ai servizi sociali per un futuro migliore per i propri figli. Non si rendono conto che quei bambini si trasformeranno in capitale da organizzare nel sistema dell’ adozione e dell’ affidamento.

Considerazioni finali

Non solo l’aborto deve essere una lotta di sinistra e femminista, ma anche la maternità e non basta la lotta al gender gap, è fondamentale portare avanti la lotta per la liberazione dalla povertà, è fondamentale fare rete decoloniale, antirazzista e antiabilista.

La maternità e la povertà dovrebbero essere considerati luoghi di lotta fondamentali nei movimenti di sinistra extra-parlamentare, invece sono in mano alla Chiesa e alle destre di Governo.

Le conseguenze di questo vuoto per il femminismo non sono solo l’abilismo, il razzismo e la colonizzazione del capitalismo nelle vite di chi continua a praticarlo ma soprattutto il fascismo che si è già preso da anni lo spazio che molti si rifiutiamo di occupare, accecati dal femminismo occidentale che tanto si vanta essere intersezionale ma su cui Angela Davis ci sputerebbe per guardare alle vere cause del mondo.

 

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Non Una Di Meno compatta i ranghi l’8 marzo 2026

NUDM assieme ad Abbatti le Barriere invita tutte e tutti a partecipare alla manifestazione dell’8 marzo a Milano.
Due le iniziative in programma:
8 marzo ore 15 davanti alla Stazione Centrale.
9 marzo ore 9.30 in Largo Cairoli.

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Petizione – chiediamo treni e stazioni accessibili

  • A 40 anni dalla legge sui PEBA, la maggior parte delle stazioni italiane sono ancora inaccessibili.
  • Gli ascensori nelle stazioni (ferroviarie, metropolitana ecc) sono sempre rotti.
    Vogliamo venga fatta manutenzione senza aspettare settimane o mesi.
  • I vagoni letto di Trenitalia non sono accessibili in sedia a ruote.
  • Posti dedicati a disabili sui treni, sempre sporchi e rotti.
  • Non ci sono abbastanza Sale Blu sul territorio italiano.
  • Ai disabili è proibito viaggiare in prima classe.
  • Gap treni moderni a piano ribassato (come i Caravaggio) e le banchine moderne H55 delle stazioni. La passerella che esce dal treno non collima mai con il marciapiede.
  • Binari del tram pericolosissimi negli attraversamenti pedonali, soprattutto quando la strada è lastricata con pavè molto disconnesso.
  • Divieto di salire più di una sedia a ruote sui mezzi pubblici (tram e bus). Se c’è già un disabile sul tram, l’autista non permette a un altro di salire sulla vettura.

Chiediamo sanzioni per le aziende impegnate nel trasporto pubblico, che sacrificano la qualità del servizio in modi vergognosi, per speculare sulla fragilità dell’utenza più indifesa.

Viaggiare è un diritto di tutti ma la situazione per le persone disabili è pietosa.
Noi siamo Abbatti le Barriere, un gruppo di amici disabili. Il nostro obbiettivo è denunciare queste situazioni, ribadendo che il Terzo Articolo della Costituzione, impone allo Stato Italiano di garantire pari dignità a tutti i cittadini, senza distinzione.

FIRMA LA PETIZIONE PER SUPPORTARE LA NOSTRA DENUNCIA:
www.change.org/p/vogliamo-mezzi-di-trasporto-pubblico-su-rotaia-accessibili
(Quando hai confermato controlla nella mail, dovresti ricevere un messaggio da confermare per autenticare il tuo sostegno)

Scarica il pdf con la versione completa della denuncia:
www.mondoaccessibile.com/html/dFerrovia/trasportoSuFerro.pdf

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Legge PEBA varata 40 anni fa e ancora non si è fatto nulla

Dal sito di Abbati le Barriere, questa bella galleria fotografica sulla mobilitazione di Palermo del primo di marzo, per manifestare contro l’inadempienza delle istituzioni italiane. Sono 40 anni che aspettiamo dei cambiamenti nelle nostre città. Sono 40 anni che c’è una legge, che impone ai comuni l’abbattimento delle barriere architettoniche, e si è fatto finta fino ad ora che non ci sia.

PEBA – Son passati 40 anni e stiamo ancora aspettando!

 

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Mezzi pubblici milanesi, come sempre inaccessibili

Tra Olimpiadi e Paralimpiadi, la Città di Milano ai turisti venuti a veder le manifestazioni sportive, si presenta così.

Episodio 20. Milano. Io disabile non posso viaggiare

ATM: Azienda Trasporti Milanesi Spa, al 100% controllata dal Comune di Milano.

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Bottega di Ortopedia

Il nostro amico Andrea ci presenta la “Bottega di Ortopedia”.

“Mi chiamo Andrea Mastragostino e sono un fisioterapista e osteopata, a seguito di un grave incidente motociclistico ho subito una lesione midollare trasversa dorsale rimanendo paraplegico.

Ho potuto confutare sulla mia stessa condizione la difficoltà di interazione con i vari operatori, come fisiatri, terapisti occupazionali e tecnici ortopedici, che nonostante il loro prezioso impegno non sempre si riesce a confezionare l’ausilio a perfezione.

Nasce così la collaborazione con l’azienda Bottega di Ortopedia al fine di cercare di colmare questo vuoto attraverso le mie conoscenze professionali fisioterapiche, nonché quelle patologiche personali.

La Bottega opera principalmente in Piemonte, Lombardia e Liguria, oltre ad effettuare consegne in tutta Italia. Inoltre al momento di una richiesta di prescrizione per un ausilio l’equipe sarà disponibile ad eseguire un sopralluogo presso il domicilio o la struttura di residenza del paziente offrendo la possibilità di provare un’ampia scelta di prodotti. Successivamente potranno essere acquisite tutte le specifiche al fine di confezionare l’ausilio su misura.

Ci poniamo quindi come obiettivo la massima soddisfazione del paziente a prezzi contenuti, con particolare attenzione quando questi restano fuori dal nomenclatore del SSN.

Restiamo a disposizione per eventuali preventivi gratuiti a seguito di vostre richieste.”

Bottega di Ortopedia
Via Fratelli Parodi 26/F, 15033 Casale Monferrato AL
Web:
www.bottegadiortopedia.it
Posizione: maps.app.goo.gl/JJS6dxNA3huh2aH6A

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Calendario di Abbatti le Barriere – eventi 2026

GENNAIO

Martedì 27
Manifestazione CFU – Caregiver Famigliari Uniti a Roma

Sabato 31
Supporto e partecipazione al corteo per lo spazio Askatasuna a Torino dalle ore 14:30 – Porta Nuova


FEBBRAIO

Dal 5 al 7
“Utopiadi” con C.I.O.2026 – Milano
In particolar modo, sabato 6 febbraio è richiesto l’aiuto per l’organizzazione della zona di scarico sensoriale / di cura durante il corteo (attivarsi con il DPM).

Mercoledì 18
Invito alla partecipazione della coogestione scolastica dalle 10 alle 12 a Pioltello in una scuola superiore Macchiavelli con alunni di terza, quarta e quinta superiore (ragioneria) dalle ore 10 alle ore 12.

Sabato 28
Lancio campagna Abbatti le Barriere 2026 – “a 40 anni dai PEBA”

Contenuti scritti:

  • appello/lettera pubblica per comitato nazionale e adesioni dai territori
  • documento esplic02-immagineDefaultativo tecnico su norma PEBA e affini con censimento per Regione e Comuni – La3ncio TIMER con il conto alla rovescia di 1 anno sul portale web di Abbatti le Barriere.
  • Preparare il video-messaggio della lettera letta/appello in più persone e le barriere architettoniche da raccogliere nella nostra rete per il video. Es: video della Francesca con la Ministra sui PEBA a Como, video Andrey, video Associazione Dis-education con Marco e Tony.
  • Video brevi virali “le olimpiadi delle barriere” da montarne uno piú lungo con i “campioni” dalle diverse località da nord a sud
  • Coincide con la ricorrenza della giornata mondiale delle malattie rare. Cogliere eventualmente l’occasione per partecipare ai convegni/iniziative organizzate sui territori sul tema e ricordare che per superare le malattie rare, bisogna superare anche le barriere architettoniche.

MARZO

Domenica 8
Giornata internazionale delle Donne – Partecipazione attiva ai cortei NUDM Milano per creare l’aria di scarico sensoriale/cura durante il corteo principale. Sviluppo attività su altri territori per la data.

Nel periodo intorno al 16 marzo (data da confermare)
DAX vive nelle lotte – Milano. Disabili Pirata


APRILE

Venerdì 17
Tetra Inc Roma con la Fondazione Tetrabondi presso Acrobax via vasca navale 6 organizzato da Valentina Perniciaro.
Partecipare con il banchetto di Abbatti le Barriere

Dal 22 al 24
EXPO sanità a Bologna

Sabato 25
Festa della Resistenza!


MAGGIO

Martedì 1
Street Parade a Milano con Smash Reppression
Organizzare un carro inclusivo con artisti e dj sul tema della disabilità e lavoro.

Sabato 16
Festa Abbatti Le Barriere del Suono vol. 10 in Cascina Torchiera a Milano (Nord) in piazzale del cimitero maggiore n18 – Venerdì e sabato: 2 giorni con tavoli di discussione, approfondimenti sulle tematiche propedeutiche al percorso del Disability Pride Milano 2026 e festa musicale fino a tardi.

Caregiver. Fine campagna social media con gli hashtag (WORKINPROG.)

Dal 22 al 24
“Giro di due mari con Marzia” – Sicilia con Giacomo Sicurello e Salvo Campanella

Sabato 23
“Ognuno a Modo Suo ” – Tetrabondi evento al Parco (inclusivo) Shuster a Roma (vicino ad Acrobax)
Partecipare con un banchetto di Abbatti le Barriere

Giovedì 28
SMS Laboratorio cartellonistica + giovedì di SMS con musica, mercatino e cena sociale.

Sabato 30
Disability Pride Milano 2026 – Corteo principale con la festa in Piazza del Cannone presso Parco Sempione di Milano.

PROPOSTA organizzare una CriticalMass Scarrozzata protesta con le handbike, motorelli, biciclette, pattini, etc.. Per le vie di Milano con un presidio sotto agli uffici dell’Amminitratore Delegato di Trenord in stazione Cairoli,in un periodo o prima o dopo il DPM.


GIUGNO (mese del Pride a Milano)

Lunedì 1
Lunedì in Cascina Torchiera propedeutico al DPM

Dal 25 al 27
EXPOAID del Governo a Rimini, con presenza del Ministro della Disabilità Alessandra Locatelli, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e tanti altri. Seguire e partecipare.


LUGLIO (Disability Pride Month)

Ultimo weekend di luglio – Festival Alta Felicità decima edizione – progetto Alta Accessibilità – Venaus (TO). Più campeggio libero internazionale dei Disabili Pirata x 3 o 4 giorni con la partecipazione alle iniziative ed eventi.


SETTEMBRE

Metà settembre – Sotto Gamba Games in Toscana a San Vincenzo con Alex Ferretti l’organizzatore. (da sentire e organizzare un incontro almeno prima di approvare nel calendario)

Evento “Attraversata dei DUE mari” in Sicilia con Giacomo Sicurello. Tappe Palermo – Filaga con pernottamento e il giorno dopo una scarrozzata in handbikes e motorelli verso la città di Agrigento. Infine tappa finale a Siculiana per il campeggio pirata inclusivo e accessibile.

Da domenica 13 a domenica 20
Festival delle Abilità 2026 a Milano – con Roberta Fondazione Mantovani Castorina

Mercoledì 23
Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni.


OTTOBRE
Inizio ottobre Disability Pride Taranto / Disability Pride Puglia

Domenica 4
FIABA DAY a Roma in occasone della giornata nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Disability & BioDiversity Pride Agrigento con Giacomo Sicurello


DICEMBRE

Giovedì 3
Giornata internazionale delle persone con Disabilità.

Venerdì 25
Natale Anticlericale in Cascina Torchiera


Le date con le ricorrenze sui temi attinenti alla disabilità durante l’anno:

4 gennaio
100 anni di BRAIL – disabilità sensoriale

1 febbraio
Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle guerre

5 febbraio
Giornata Mondiale contro il Cancro

9 febbraio
Giornata nazionale degli stati vegetativi

28 febbraio
Giornata Mondiale delle malattie rare

21 marzo
giornata mondiale della sindrome di Down

2 aprile
Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo (WAAD)

5 maggio
Giornata Europea della Vita Indipendente

10 maggio
evento (da costruire) Giornata Internazione della Mamma (Caregiver)

12 maggio
Giornata mondiale dell’infermiere

25 maggio
Giornata mondiale dei bambini scomparsi

30 maggio
Giornata mondiale della sclerosi multipla

27 settembre
Giornata mondiale delle persone sorde

4 ottobre
FIABA DAY

5 ottobre
Giornata internazionale del bastone bianco

10 ottobre
Giornata mondiale della salute mentale

16 ottobre
Giornata nazionale dei cani guida per le persone con disabilità sensoriale.

13 Novembre
Giornata Mondiale della Gentilezza (spesso legata a tematiche di inclusione)

3 Dicembre
Giornata internazionale delle persone con Disabilità.

13 Dicembre
Giornata Nazionale delle persone cieche ed ipovedenti


Proposta lettera appello bozza scritta da Giacomo:

Campagna PEBA 2026

40 anni di barriere fa …

Il 28 febbraio saranno 40 anni dall’approvazione della legge n.41/1986, che introdusse i P.E.B.A. – Piani di Eliminazione Barriere Architettoniche – e il 25 marzo, 40 anni dall’entrata in vigore in gazzetta ufficiale, prevedendo di adottare i piani entro un anno. Pena? I Comuni inadempienti Commissariati ad Acta da parte delle Regioni. In 40 anni ciò è accaduto in casi più unici che rari di piccoli borghi condannati o che hanno attuato i PEBA durante commissariamenti per altre ragioni criminali. Mentre a fine 2025 il TAR ha confermato che è Catania, il primo capoluogo e città metropolitana ad essere commissariata, aprendo la strada a simili azioni in tutta la Sicilia e in tutto il Paese, come apre la strada alle possibilità e alle incognite su di una prassi purtroppo inedita, per un percorso partecipativo di design for all (progettazione per tutt3) attraverso il coinvolgimento in co-progettazione degli stakeholder che siano disabili, assistenti e operatori professionali.

Facciamo finta che 40 anni non siano passati e di fatto in molti luoghi proprio non sembrano passati. Facciamo finta che per questa volta sia il Popolo a fare un “condono” alle proprie istituzioni, seppure 40 anni di legge disattesa in toto o in parte pressoché ovunque, sono un condono de facto. Già, ma a patto che: da ora in poi sia priorità massima di Ogni Amministrazione il reale abbattimento di barriere architettoniche, culturali e di ogni fattispecie non solo con le promesse, non solo con i PEBA, ma con ogni strumento politico ed economico possibile, intervenendo in modo diretto e tempestivo, per esempio attraverso la legge sull’edilizia libera che, dal 2018, inserisce l’abbattimento barriere tra le opere per cui non è necessaria alcuna autorizzazione/SCIA, ma solo una formale comunicazione ( va fatta invece in caso di ascensori, montascale). Oltre i privati, il Comune stesso, può e deve, ancor più intervenire, senza attendere per poter abbattere una barriera, che l’intero piano cittadino sia redatto.
Ci vuole più a dirlo che a farlo. Almeno ciò vale per la maggior parte della barriere architettoniche! L’impegno è fondamentale sia preso in carico anche dagli Uffici Tecnici dei Comuni, per mantenere la continuità delle opere e dei fondi destinati tra il susseguirsi delle giunte, che solitamente sono tanto vicine al tema con l’approssimarsi delle elezioni, quanto lontane dopo il voto con istanze che non risultano più tanto urgenti ed importanti.

Per chi pensasse sia fuori tema e anacronistico parlare di barriere, non lo è piú della siepe nella poesia di Leopardi. Oltre quel gradino, oltre l’ostacolo, oltre l’incomprensione e l’incomprensibilità delle barriere, c’è quell’infinito mondo di possibilità precluse a chi la barriera la subisce: la libertà di viaggiare, l’istruzione, il lavoro, la socialità, l’indipendenza, gli affetti, la natura, le cure, la campagna, la città, i luoghi dell’arte, della cultura, del turismo, dello svago … e si potrebbe continuare, appunto, all’infinito.

La barriera è l’emblema della banalità del male dell’esclusione abilista e menefreghista italiana. La disabilità, sappiamo, sia effetto diretto dell’ambiente circostante, dunque ogni barriera è disabilità!

40 anni dopo, non è anacronistico lottare per le barriere, perché finchè non saranno tutte abbattute, non ne sentiranno l’impatto “solo” le 13 milioni di persone con disabilità, di cui circa 3 milioni gravi, ma ne risentiranno anche le altre variegate lotte dei mondi delle Disabilità: le battaglie per la Vita Indipendente, per la Sanità Pubblica, per la Ricerca, per i diritti di chi assiste e cura come Caregiver, per un Welfare solidale etico e internazionale, in contrasto al Warfare predatorio attuale.

Ogni barriera farebbe risultare anacronistiche pure tali lotte, rispetto alla realtà nuda e cruda dei fatti, delle reali barriere quotidiane, le barriere in uno Stato che pare voglia essere al passo coi tempi su tutto, quindi perché mai non sull’accessibilità e i servizi per l’inclusione!?! L’appello è perciò rivolto anche alla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli ed al Governo, al Parlamento (agli organi giudiziari ci si appellerá tra un anno se non vi sono riscontri). Appello a prendersi pieno carico del coordinamento per il reperimento di risorse e competenze; attivando il Garante nazionale, di concerto con enti e garanti locali, con le associazioni e i soggetti proattivi nei territori, affinché i PEBA comunali, siano piani complementari ai piani di trasporto pubblico ed ai servizi lungo i percorsi intercomunali/nazionali

Basta un singola rampa malconcia, un ascensore non funzionante, un percorso pedotattile loges incompleto, un pannello in braille arrugginito, un annuncio non tradotto in LIS, una mancata attenzione a una individualità introversa. Basta una sola barriera per non accedere a ciò che ci spetta di diritto.

Eppure spesso, basta anche una barriera abbattuta soltanto, per aprire il varco, verso l’infinito … e oltre !!!

Aderiamo e sostieniamo la Campagna PEBA 2026 – link

P.s. Dopo 40 anni non ci saranno pen–ultimatum, né ulteriori proroghe. Giunte avvisate, mezze salvate. PEC in bozze in Cc con l’avvocato.

Versione N°2 corretta di Giacomo da parte di Andrey con l’ausilio di Chat GTP per correzione ortografica:
40 anni di barriere fa… È tempo di abbatterle davvero!
Il 28 febbraio ricorrono 40 anni dall’approvazione della Legge n. 41/1986, che introdusse i P.E.B.A. – Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche. Il 25 marzo saranno 40 anni dalla sua entrata in vigore in Gazzetta Ufficiale.
La legge prevedeva l’adozione dei Piani entro un anno. In caso di inadempienza? Il commissariamento ad acta dei Comuni da parte delle Regioni.
In quarant’anni ciò è avvenuto raramente, quasi esclusivamente in piccoli borghi o in Comuni già commissariati per altre ragioni. Eppure, a fine 2025, il TAR ha confermato il commissariamento di Catania, primo capoluogo e città metropolitana a subire questo provvedimento per la mancata adozione del PEBA. Una decisione che apre la strada ad azioni analoghe in Sicilia e nel resto del Paese, inaugurando una prassi finora inedita e ponendo nuove possibilità — ma anche nuove responsabilità — per un percorso partecipativo di design for all, attraverso la co-progettazione con persone con disabilità, caregiver, tecnici e stakeholder.
Facciamo finta, per un momento, che questi quarant’anni non siano passati. In molti luoghi, di fatto, sembra proprio così.
Facciamo finta che, per questa volta, sia il Popolo a concedere un “condono” alle proprie istituzioni — benché quarant’anni di legge disattesa rappresentino già, nei fatti, un condono implicito.
Ma a una condizione:
che da ora in avanti l’abbattimento delle barriere architettoniche, culturali e sociali diventi una priorità assoluta per ogni Amministrazione.
Non solo nei programmi elettorali.
Non solo nei PEBA.
Ma con ogni strumento politico, amministrativo ed economico disponibile.
Si può intervenire subito. Ad esempio, la normativa sull’edilizia libera, dal 2018, include tra le opere realizzabili con semplice comunicazione l’abbattimento delle barriere architettoniche (fatta salva la SCIA per ascensori e montascale).
Oltre ai privati, i Comuni stessi possono e devono intervenire direttamente, senza attendere la redazione completa del Piano cittadino per rimuovere una singola barriera.
Per l’edilizia popolare è l’amministratore pubblico come la Regione che dovrebbe intervenire per l’abbattimento delle barriere architettoniche presenti nelle abitazioni per le persone con fragilità e disabilità.
Ci vuole più a dirlo che a farlo.
Almeno per la maggior parte delle barriere architettoniche.
È fondamentale che l’impegno sia assunto anche dagli Uffici Tecnici comunali, per garantire continuità alle opere e ai fondi destinati, al di là dell’alternarsi delle giunte — spesso sensibili al tema in prossimità delle elezioni e meno attente dopo il voto.
A chi pensa che parlare di barriere sia anacronistico, rispondiamo che non lo è più della siepe di Leopardi.
Oltre quel gradino, oltre quell’ostacolo, oltre l’incomprensione — c’è un infinito di possibilità negate a chi la barriera la subisce: la libertà di viaggiare, l’istruzione, il lavoro, la socialità, l’indipendenza, gli affetti, la natura, le cure, l’arte, la cultura, il turismo, lo svago. E l’elenco potrebbe continuare, appunto, all’infinito.
La barriera è l’emblema della banalità del male dell’esclusione, dell’abilismo, dell’indifferenza.
La disabilità è anche effetto dell’ambiente circostante: ogni barriera crea disabilità.
Quarant’anni dopo, non è anacronistico lottare per l’accessibilità. Finché le barriere non saranno rimosse, non ne subiranno le conseguenze soltanto gli oltre 7 milioni di caregivers, 13 milioni di persone con disabilità — di cui circa 3 milioni con disabilità grave e gravissima, di cui oltre 400 mila rinchiusi dentro le strutture come RSA e RSD — ma l’intera società.
Le battaglie per la Vita Indipendente, per la Sanità Pubblica, per la Ricerca, per i diritti dei caregiver, per un welfare solidale ed etico, restano incomplete se l’accesso fisico e culturale ai luoghi della vita è negato.
Basta una sola rampa malconcia.
Un ascensore non funzionante.
Un percorso pedotattile incompleto.
Un pannello in Braille illeggibile.
Un annuncio non tradotto in LIS.
Una mancata attenzione alle esigenze individuali.
Basta una sola barriera per negare un diritto.
Eppure, talvolta, basta anche una sola barriera abbattuta per aprire un varco verso l’infinito.
Per questo l’appello è rivolto alle Amministrazioni locali, al Governo, al Parlamento, alla Magistratura, alla Ministra per le Disabilità, dei Trasporti e delle Infrastrutture, dell’Economia agli enti territoriali e agli organi di garanzia: assumere un coordinamento concreto per il reperimento di risorse e competenze; attivare il Garante nazionale in sinergia con garanti locali, associazioni e realtà territoriali; rendere i PEBA strumenti realmente operativi e integrati con i piani del trasporto pubblico e dei servizi lungo i percorsi intercomunali e nazionali.

Non ne possiamo più di aspettare l’arrivo di “una grande opera”, un’Olimpiade o una pandemia per colmare i 40 anni di poco o nulla.
Dopo quarant’anni non ci saranno ulteriori proroghe morali.
Le istituzioni sono avvisate.
Aderiamo e sosteniamo la Campagna PEBA 2026 – [link]
Perché l’accessibilità non è una concessione.
È un diritto di tutt*


Calendario Abbatti le Barriere – eventi 2026

 

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Tra Olimpiadi e Paralimpiadi …

… mentre la RAI chiacchierona sforna definizioni come “sport accessibili”, i disabili quelli veri ancora vivono intrappolati in città non accessibili. La strada davanti a casa non è accessibile. L’Italia non è accessibile. I servizi pubblici non sono accessibili.

Sono passati 40 anni dalle leggi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e non si è fatto niente. Ne parla questo articolo di ANSA:

www.ansa.it/responsabilmente/notizie/accessibilita/2026/02/28/solo-un-capoluogo-su-3-ha-piano-contro-barriere-architettoniche-a-40-anni-da-obbligo_fcc7f8d5-a488-44d9-a898-8c397ed6b1be.html

 

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Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità – 2026

Nuova versione della guida alle agevolazioni fiscali disabili 2026 dell’Agenzia delle Entrate con focus sulle ultime novità sulle spese edilizie e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Leggi l’articolo sul sito disabili.com :
https://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/agevolazioni-fiscali-persone-con-disabilita-la-nuova-guida-aggiornata-al-bilancio-2026

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Giornata mondiale delle malattie rare – 28 febbraio

28 febbraio, Giornata Mondiale delle Malattie Rare
Quest’anno sará la ricorrenza anche dei 40 anni dalla legge n.41/86 sui Piani Eliminazione Barriere Architettoniche

A Palermo, in piazza 4 Canti, sabato 28 ore 11, ci sarà la prima iniziativa di lancio della campagna nazionale PEBA 2026, che organizzerá, in tutta Italia, presidi e manifestazioni in vari Comuni a partire dal 25 marzo, per i 40 anni dall’entrata in vigore dei PEBA.

La prima assemblea per la campagna “PEBA 2026 – 40 anni di barriere”, sará online giovedì 26 febbraio ore 21.

Il portale a sé stante per la campagna, sul server gratuito Autistici/Inventati, è uno strumento comune di coordinamento per tutte le realtà ed individualità attive e consapevoli della centralità del macro-tema “barriera e/é disabilità”, che intendono, dopo 40 anni, andare fino in fondo alla questione, che inficia tutte le altre lotte per diritti e servizi.

Il percorso proseguirà per 1 anno e ad oltranza, sempre aperto alla partecipazione di chiunque voglia attivarsi o abbia necessità, in ognuno dei 7.895 Comuni di Italia.

Adesioni e info: peba40anni@gmail.com

Saranno presenti/hanno aderito (elenco in continuo aggiornamento):

Palermo: Disability Pride, Con le Ruote in Spalla, Aquile di Palermo, Telefono D, ASD Vento in Faccia, Terre di Mezzo
Messina: assoc. Giro dei Due Mari con Marzia, Federica Bambaci e Antonella Rigano
Agrigento: Terebinto Bio&Diversità, Disability Pride, Abbatti le Barriere Sicilia
Taranto: Dis-education, Disability Pride Puglia
Roma: Tetrabondi, Egalité, Radio 32, Abbatti le Barriere, Salvatore Cimmino
Firenze: Disability Pride
Bologna: Indi Mates, Enrichetta Alimena
Trentino Alto-Adige: Thomas Borroni
Veneto: Mattia Cattapan
Milano: Abbatti le Barriere, Disability Pride, Caregivers
Pisa: Warburg Micro Italia, Silvia Abbate, Stefano Paolicchi
Livorno: Alessandro Ferretti ‘Sotto Gamba Game’
Reggio Calabria: Maria Lucia Parisi

Scarica il volantino in formato PDF:
https://www.abbattilebarriere.it/wp-content/uploads/2026/02/40-anni-di-barriere.pdf

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Francesca intervistata a Strongoli

La nostra amica si reca di frequente con i genitori a Strongoli. La casa in cui soggiornano è della sua famiglia, ma il comune non adempie ai suoi doveri: non allacciano l’edificio alla rete idrica (pur sapendo che è abitato da una persona disabile) e non asfaltano nemmeno la strada che porta all’entrata.
La storia di Francesca viene pubblicata sul giornale “Il Crotonese” del 20 febbraio. Qui in allegato l’articolo.

Francesca sul giornale a Strongoli

 

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Cercasi attrice o attore con disabilità e/o neurodivergenze

📢 ArteVOX Teatro

⏩ www.artevoxteatro.it

CERCA UN/UNA ATTORE/ATTRICE PROFESSIONISTA CON DISABILITÀ
E/O NEURODIVERGENZE

La persona selezionata parteciperà a una produzione internazionale, cofinanziata dall’Unione Europea.
Lo spettacolo è rivolto a bambini e bambine.

👤 Chi cerchiamo
Una persona che:
•⁠ ⁠abbia esperienza o interesse per il teatro di figura (burattini, pupazzi, oggetti, marionette, ombre…);
•⁠ ⁠voglia lavorare nel teatro per l’infanzia;
•⁠ ⁠sia disponibile a viaggiare in Europa;
•⁠ ⁠abbia una conoscenza base dell’inglese parlato;
•⁠ ⁠possa partecipare a tre residenze artistiche:

📆
*8–14 giugno 2026 – Lussemburgo
*6–12 ottobre 2026 – Lituania
*24–30 novembre 2026 – Mantova (Italia)

È richiesta inoltre disponibilità per prove e allestimento tra febbraio e marzo 2027, per circa 20 giornate complessive.

💰 Retribuzione e spese
Il lavoro è retribuito, con assunzione CCNLS e contributi versati.
Sono coperti viaggio, alloggio, trasferte e costi di accessibilità.

💼 Modalità di lavoro
Il progetto si svolgerà in gruppo, in un contesto creativo e internazionale.
Grande attenzione a accessibilità, collaborazione e inclusione.

🎖 Selezione
La prima fase prevede l’invio di:
•⁠ ⁠curriculum artistico
•⁠ ⁠e/o materiali che raccontino il proprio lavoro (video, showreel, link, siti, WeTransfer, Dropbox, ecc.)

La seconda fase (solo per le persone selezionate) si svolgerà in presenza il 4 e 5 marzo 2026 a Milano, per un workshop
(orari indicativi 10–12 e 14–16, adattabili alle esigenze del gruppo).

⏩ Contatti
Per esigenze di accessibilità, contatti e per inviare i materiali:
candidature@artevoxteatro.it
333 2962935 (anche WhatsApp e messaggi vocali)
⚠Chiamate e fatevi dare tutte le informazioni. Non restate con i dubbi⚠

📌 Scadenza candidature
27 febbraio 2026

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Una rampa in ogni locale di Bologna

Scattano ufficialmente le nuove linee guida a Bologna!!!
“LINE GUIDA SULLA VISITABILITÀ”
Obbligatoria la rampa per entrare nei locali della città.

Una rampa in ogni locale di Bologna: scatta l’obbligo. Approvate le nuove “Linee guida sulla visitabilità”

Ci eravamo già interessati al tema dell’accessibilità dei locali a Bologna ed avevamo pubblicato questo articolo:

Mappatura luoghi accessibili di Bologna (BO)

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Basket inclusivo al Palazzetto del Bardella a San Casciano

14 febbraio 2026 – San Casciano

SankIn: sabato 14 febbraio un pomeriggio di basket inclusivo al Palazzetto del Bardella a San Casciano

 

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